TERAMO – La presenza di tante microdiscariche a cielo aperto sul lungofiume sono state denunciate del blogger teramano Giancarlo Falconi il quale, attraverso un contributo video, chiede la chiusura del percorso diventata una vera "bomba ecologica". Si parte da un tappeto di siringhe, bottigliette vuote di metadone, materiale edile, pneumatici di automobili, amianto, sacchetti di plastica, bottiglie di vetro, bidoni di olio esausto, baracche con il tetto in amianto ridotto in condizioni pessime, water, flaconi di sapone, giornali, baracche abitate e abbandonate con scarichi abusivi, materassi, reti da letto, vetri sparsi, filo spinato, mattonelle, colle, silicone e tutto ciò che appartiene alla vita quotidiana dell’uomo e delle sue aziende. "Senza manutenzione, senza controllo, senza recupero – scrive Falconi -. Il lungofiume andrebbe chiuso e bonificato poichè pericoloso tra effluvi ed esalazioni nocive. Vi sono dei tratti dove i rifiuti sono stati evidentemente seppelliti, sepolt come in un cimitero". Il blogger, pronto a indicare i siti inquinati alle autorità preposte chiede intanto al sindaco di firmare un’immediata ordinanza di bonifica.
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