TERAMO – A quanto pare ai dissidenti la quarta Giunta del sindaco Brucchi non è proprio piaciuta. Falasca e Caccioni, infatti – nel corso di una conferenza stampa – hanno annunciato la loro uscita della maggioranza e il passaggio all’opposizione. Assente Mimmo sbraccia che invece dovrebbe restare in maggioranza, quindi problemi in arrivo per sindaco Brucchi che anche dopo il rimpasto continua a non avere la maggioranza in consiglio comunale. «Abbiamo firmato il documento – ha detto Caccioni – e dato fiducia al sindaco per un fatto di responsabilità, probabilmente con un pizzico di ingenuità. Credevamo che il modus operandi sarebbe cambiato, ma ancora una volta ci siamo sbagliati». A cadere nel mirino dei due dissidenti è Alfonso Di Sabatino Martina e la nuova carica da vice sindaco ‘scippata’ a detta di Caccioni – all’assessore Mirella Marchese. «Avevo chiesto al sindaco di togliere a Dodo la delega alla ricarica alla ricostruzione e tenerla per lui. Tra l’altro da quello si dice, Di Sabatino Martina potrebbe essere il nuovo candidato sindaco, a maggior conferma che queste decisioni non vengono prese con ni consiglieri ma sempre con te solite due o tre persone».
Per quanto riguarda il da farsi i due consiglieri non hanno dubbi: «Tutto quello che porterà avanti la minoranza – ha spiegato Falasca – valuteremo insieme alla minoranza se è da portare avanti. Esiste una mozione di sfiducia – che ancora nessuno dell’opposizione ha firmato – ma c’è. Stiamo riflettendo sul da farsi. E’ il momento che le cose cambino. Negli ultimi tempi ho visto un sindaco molto stanco che ha a cuore le sorti della città. E’ in atto – e quello che sta accadendo all’interno del Pd teramano ne è una prova – una scomposizione del quadro politico». Vincenzo Falasca ha annunciato la sua presenza alle prossime elezioni comunali – probabilmente al fianco dell’ex capo gruppo del Pd teramano Gianguido D’Alberto – . «Per quanto mi riguarda – ha puntualizzato Falasca – sarò impegnato nelle prossime elezioni comunali, per me oggi inizia la campagna elettorale. Non sono interessato a nessuna lista che sia rappresentanza di un partito. Il 50% dei teramani nell’ultima tornata elettorale non è andata a votare, il mio obiettivo è capire il perché e se è possibile riportare almeno il 20% alle urne».