TERAMO – Se n’è andato in punta di piedi con la stessa discrezione e riservatezza con cui aveva vissuto, uomo tutto d’un pezzo. Era tanto schivo Giorgio Venturoni, che della sua morte si è saputo ad esequie svolte: nessun annuncio, niente manifesti funebri, massimo riserbo per suo stesso volere. Ai funerali dell’ultraottantenne uomo di banca, celebrati oggi al Cuore Immacolato di Piazza Garibaldi, hanno partecipato i parenti e gli amici più intimi che si sono stretti alla moglie e ai suoi tre figli, prima della tumulazione dalla salma al cimitero cittadino. Venturoni sarà ricordato come personalità forte nel modo delle banche cittadine, che fu direttore generale di due istituti di credito, la Banca Popolare di Teramo prima e della Banca di Teramo (dove rimase fino al febbraio del 2005), al fianco di presidenti del calibro di Giandomenico Di Sante e Antonio Tancredi.
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