Sindaco e giunta, primo atto: il 20% degli stipendi andrà al sociale

TERAMO – Quello che il sindaco Brucchi fece un anno dopo l’insediamento del suo secondo esecutivo, nel luglio di tre anni fa, l’amministrazione D’Alberto lo alla seconda riunione di giunta, a 48 ore dall’insediamento ufficiale: riduzione del 20 per cento delle indennità previste dalla legge per gli emolumenti di sindaco, assessori e presidente del Consiglio. E’ uno dei primi atti che porta la firma del nuovo primo cittadino, accompagnato anche da una motivazione e da una linea di indirizzo. La prima è relativa a una difficoltà di bilancio di cui prendere atto potrebbe essere solo esercizio di moralità; altra cosa è invece cominciare con un gesto concreto, che sia al tempo stesso esempio di contributo a una causa comune, quella del rilancio della città (anche) attraverso una economia delle spese di amministrazione. Questa decurtazione non avrebbe significato fino in fondo, poi, se non accompagnata da un fine utile. E’ stato lo stesso sindaco a indicare nell’ato deliberativo che le somme risparmiate vengano indirizzate verso attività della sfera sociale, non ultima quella del contributo (da sola non basterebbe) per riportare a 21 ore settimanali il sostegno in classe ai ragazzi diversamente abili, oppure a finalità strettamente correlate alle esigenze dei più bisognosi. Pensierino collegato a questo taglio degli emolumenti: il segnale rispetto a quel predecessore Brucchi è più forte perchè quella decurtazione, ancorchè tardiva – accompagnò, è vero, anche un taglio ai premi dei dirigenti (-50%) e dell’avvocatura (-40%) – fu calcolata su un budget più oneroso perchè a quel tempo gli assessori erano 9. Allora l’incidenza di quel 20 per cento in meno, fu sbandierata come risparmio economico dell’equivalente di due assessori, come se Brucchi andasse avanti da quel momento con 7 assessori, ovvero come quelli attuali dell’esecutivo D’Alberto. Anzi, ora ne costano come 5.