Commissioni invalidità civile, la Asl ne istituisce una in più. E' polemica sui compensi dei medici interni

TERAMO – Mini rivoluzione, con polemiche, nelle Commissioni sanitarie per l’invalidità civile alla Asl di Teramo. E’ quella adottata qualche giorno fa dal direttore generale Roberto Fagnano, che è tornato ad invocare il piano triennale di prevenzione della corruzione per rimescolare le carte delle 11 commissioni provinciali, inserendo almeno sei nuovi nominativi e sottolineando che a tutela della trasparenza e della legalità dell’attività svolta, tra quelle a più alto impatto sociale svolte dall’azienda sanitaria, è necessaria una rotazione temporale dei componenti. Quindi di anno in anno, saranno i presidenti e i segretari a cambiare di volta in volta le commissioni. Il rimettere ordine, però, stando ai rumors, non è accompagnato da una revisione dei costi, soprattutto in termini di prebende ai componenti che sono anche dipendenti della Asl e che, sulla carta, dovrebbero svolgere questi impegni in attività intramoenia. Come accade cioè in altre regioni italiane, vedi Toscana ed Emilia Romagna su tutte, dove i componenti sanitari pubblici svolgono ruoli nella commissioni a titolo gratuito.
Almeno però, si è deciso sì di istituire una commissione in più, ma che si riunirà, come specifico nell’atto deliberativo, soltanto in orario di servizio e all’occorrenza, con l’obiettivo di ridurre i costi di servizio e i tempi di attesa dei pazienti. Da questi giorni, infatti, c’è anche la ‘commissione medica interna’ che dovrebbe gestire in sostanza le liste di attesa, con remunerazione del gettone e del costo pratica ai soli sanitari esterni alla Asl. Perchè questo è uno dei noccioli della questione. Le commissioni sono composte come minimo da 5 componenti, un presidente, un segretario, due medici Asl e uno nominato dall’Anmic (Associazione medici invalidità civile) e, dove necessario, anche medici di indicazione Anfass, Unione ciechi e Unione sordomuti, e l’assistente sociale, fino a un massimo di sette. Tutti remunerati con gettone di presenza e, in più, un tot a pratica. Da superare c’è il costo del dipendente Asl quando questa attività venga svolta in ambito e orario lavorativi, ma questo a tutt’oggi, accade soltanto una volta alla settimana: quando la giornata è intera, ci si riunisce al mattino e al pomeriggio, la remunerazione è come se la seduta fosse una sola. Esiste anche una particolarità, sempre più spesso ricorrente, legata a quelle patologie neurologiche, psichiatriche
e del diabete: il rischio che i pazienti che si presentano a visita per l’invalidità civile o l’handicap, si sentano rinviare ad altra visita per la revisione della patente. Quella pratica in sostanza si… raddoppia, come se fossero due e, di conseguenza anche le riunioni di commissione, il gettone di presenza e il tot a pratica. In definitiva la mini-rivoluzione non ha sostanzialmente modificato granché se non l’inserimento di medici e segretarie, alcuni dei quali impegnati in direzione medica o in direzione generale della Asl e che hanno caldeggiato il loro coinvolgimento nelle commissioni. Oltre all’aggiunta della commissione interna che vedrà ruotare di volta in volta, alla necessità, i componenti di tutte le altre, resta l’impianto delle 11 commissioni, delle quali 6 a Teramo, una ciascuna ad Atri, Roseto e Nereto (che coincidono con i limiti del territorio di riferimento del distretto sanitario di base), quella per la sordità e quella per la cecità. La prima, la terza e dalla sesta alla nona commissione sono presiedute rispettivamente dai medici Francesco Genua, Antonella Ciantò, Amalia Covitti, Sara Costantini, Ercole D’Annunzio e Loretta Boccabella; quella per la valutazione della sordità è presieduta a turno dai dirigenti medici delle unità operative di medicina legale e sicurezza sociale; quella della cecità e quella di Atri a rotazione dai presidenti delle altre commissioni; quella di Roseto dal dottor Massimo Forlini, quella della Val Vibrata dal dottor Claudio Pediconi.