TERAMO – Perchè il Comune di Teramo ha chiesto, e ottenuto, di poter usufruire, riportandolo all’antico splendore, del giardino dell’Istituto Regina Margherita, ma ancora non avvia le procedure per entranre in possesso? La proposta nasce su impulso del consigliere comunale di Teramo 3.0, Osvaldo Di Teodoro, nella scorsa primavera e si traduce in una richiesta che lo stesso Di Teodoro e il sindaco Gianguido D’Alberto, formalizzano alla segreteria della Asp numero 1 della provincia di Teramo (l’Azienda per i servizi alla persona). A quella proposta, che prevede l’utilizzo di un giardino storico, purtroppo lasciato nell’abbandono, soprattutto dopo il trasferimento, a causa del sisma, della scuola per l’infanzia Gemma Marconi. Ai primi di settembre, l’Asp accoglie la richiesta del Comune e apre le porte a una riqualificazione ai più ormai insperata, di questo angolo verde di Teramo, tra i Tigli e piazza Dante. La segretaria dell’Asp 1, Sandro Di Domenico, ufficializza l’autorizzazione alla cessione in comodato d’uso del giardino e invita il sindado, e dunque l’amministrazione, a fornire una ipotesi di convenzione per rendere operativo il passaggio tra Enti. A tutt’oggi, ovvero a tre mesi da questa positiva dichiarazione d’intenti, nessun seguito è stato dato alla lodevole iniziativa da parte dell’amministrazione comunale. All’indomani dell’annuncio di voler utilizzare il cortile dell’ex Archivio di Stato, nello storico carcere di Sant’Agostino, già luogo dell’ora d’aria sia per i detenuti ma ancor prima per i prigionieri dell’occupazione nazifascista, quale spazio con destinazione culturale e di aggregazione, pare quanto meno singolare che di fronte a una richiesta accolta, che costituisce occasione più unica che rara per poter riqualificare un luogo della città tanto a cuore di generazioni di teramani, si registri questo immobilismo. E’ probabile che dietro all’inerzia dell’amministrazione comunale, che pure aveva sollecitato la cessione in comodato d’uso, si celino le ataviche difficoltà economiche per affrontare un restyling seppur minimo, ma al momento non ci sono segnali che giustifichino o possano motivare un ripensamento all’iniziativa. L’Istituto Regina Marghereita, già collegio femminile provinciale, dal 1800 fino ai primi anni ’90, ha formato centinaia e centinaia di bambine teramane, in particolare quelle di famiglie povere oppure orfane. Il degrado che avanza lo ha ridotto in alcuni punti a un edificio pericolante, per il cui ripristino occorrono, secondo una non recentissima stima, circa 4 milioni di euro. La vecchia amminiatrazione dell’Istituto era riuscita non senza difficoltà, a reperire fondi intanto per la messa in sicurezza di una delle facciate del complesso edilizio interno, grazie ai 100mila euro concessi a fondo perduto dalla Fondazione Tercas. Significativo anche il fatto che lo stesso Comune, all’epoca di Mario Cozzi all’assessorato alle attività produttive, puntò sul suggestivo giardino del Regina Margherita per ambientarvi una riuscitissima kermesse culinaria, Gustè, svolta in edizione unica, che permise ai teramani di riconquistare uno spazio fino a quel momento precluso ai più, con un showcooking di alto livello e la partecipazione di chef stellati affiancati a quelli locali.
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