TERAMO – Per il sindco Gianguido D’Alberto, le dimissioni in due fasi, dell’interno Cda della Ruzzo Reti è una vittoria del Comune di Teramo. A provocarle, insomma, sarebbe stata "l’evidente preoccupazione rispetto alle azioni giudiziali intraprese, che sono culminate con la nomina del curatore speciale che ha estromesso il Cda dal processo, e di fatto incardinando un giudizio forte sulla legittimità della nomina di questo Cda".
E’ questa l’occasione buona, è tornato dunque a dire il primo cittadino teramano, per cambiare tendenza all’interno della partecipata più importante: "I cittadini soffrono una tariffazione cresciuta in maniera esponenziale, i costi sono aumentati per una errata politica sul personale e il continuo ricorso alle esternalizzaioni: è un problema di tutti i cittadini della provincia, quindi sono i sindaci a dover prendere atto e comportarsi di conseguenza. Serve un cambio radicale, finalmente, nella gestione della Ruzzo Reti". A dimostrare come sia "finito un ciclo e che se ne debba aprire un altro", il sindaco D’Alberto sottolinea che si tratta della seconda volta che questo Cda si dimette. E se allora, dice, "c’era il gioco delle tre carte che ha dimostrato il fallimento di quella strategia rivelando che si è trattato di un pasticcio", oggi, anche se stenta a crederlo, dietro le dimissioni per il sindaco c’è "l’escamotage per continuare a governare per altri tre anni". Il primo cittadino ha infine ribadito che non c’è spazio per trattativa "se il presupposto è: ‘ci dimettiamo per essere rieletti".