Alla vigilia del consiglio regionale che ‘preleverà’ 44 milioni dalle tasche degli abruzzesi, amministratori e sindacalisti protestano con il riferimento all’assistenza sanitaria e il rischio per il nuovo Dea di II livello a Teramo
TERAMO – In piazza, davanti all’ospedale Mazzini, per protestare contro quella che sembra un’approvazione sicura della proposta del governo Marsilio di aumentare il prelievo Irpef ai cittadini abruzzesi. I consiglieri e i dirigenti del Partito democratico di Teramo e la Cgil hanno organizzato questa mattina un presidio-simbolo: le tasche dei cittadini abruzzesi vengono svuotate con le tasse ma i servizi sanitari non migliorano.
Su questo hanno puntato il consigliere regionale Pd Dino Pepe, il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, con le assessore Stefania di Padova e Graziella Cordone, il segretario provinciale Dem Robert Verrocchio e quello comunale Pamela Roncone, Manola Di Pasquale, i sindacalisti Cgil con il segretario generale Pancrazio Cordone e tanti altri politici e amministratori radunatisi all’ingresso dell’ospedale con i cartelli ‘Dimissioni’.
La manifestazione anticipa la protesta che ci sarà domani all’Aquila, in concomitanza con il consiglio regionale che approverà gli aumenti dei prelievi Irpef, convocato dai sindacati e a cui parteciperanno le forze di opposizione, contro la manovra che dovrebbe azzerare nelle intenzioni i debiti della sanità.
C’è preoccupazione soprattutto in provincia di Teramo perchè, secondo quanto sostiene il Pd, il pesante deficit della sanità impedirebbe alla Regione di contrarre mutui e dunque reperire i 180 milioni di euro mancanti per realizzare il nuovo ospedale a Villa Mosca.
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