TERAMO – Il Mo.Te., la società pluriservizi che raggruppa 21 comuni dell’entroterra teramano, è tra l’incudine e il martello dell’uscita dal compagine sociale del comune più grande, quello di Teramo, e l’ingiunzione di pagamento che la Teramo Ambiente le ha fatto pervenire (anzi, gli ha fatto annunciare, perchè ufficialmente non è stata ancora ricevuta), per un ammontare di circa 430mila euro. Se sul primo aspetto il presidente Ermanno Ruscitti appare tuttosommato rassegnato («lo prevede un obbligo di legge – ha detto – e la prossima assemblea ne prenderà atto e individuerà un perito per la valutazione del valore delle azioni possedute dal Comune di Teramo che poi saranno messe sul mercato»), sul secondo appare molto contrariato. «E’ il segreto di pulcinella – ha detto il presidente Mo.Te. – tutti lo sanno, io lo so ma non abbiamo ricevuto nulla. Laddove di fosse noi ci difenderemo nelle opportune sedi. Chiedono giustamente dei soldi per i servizi passati, sul fatto in sè nulla da discutere, sulle modalità tantissimo da discutere però alla fine saranno valutazioni che faremo al momento opportuno». Vi aspettevate un accordo bonario? «Considerato che c’erano due accordi fatti a cui non è stato dato seguito – ha aggiunto Ruscitti – certo…».
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